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Giovani per il Javarì

Diamo i numeri: più di 3mila giovani incontrati in 8 istituti della Diocesi di Assisi – Nocera e Gualdo Tadino. Il Convitto Nazionale, l’Istituto Alberghiero, il Liceo Sesto Properzio ad Assisi; l’Istituto Marco Polo dislocato tra Santa Maria degli Angeli e Bastia Umbra; l’Istituto Casimiri e le scuole medie Storelli a Gualdo Tadino; il Liceo Socio-psico-pedagogico e l’IPSIA di Nocera Umbra; oltre a gruppi giovani come gli scout di Assisi, l’oratorio della parrocchia di S. Maria Maggiore di Assisi, il gruppo di dopo cresima di S. Rufino ad Assisi, il gruppo ACR di Petrignano e persino i ragazzi stranieri partecipanti al progetto di scambio culturale “Comenius” promosso dal Liceo Linguistico Properzio di Assisi. Una maratona inarrestabile che ha portato i frati cappuccini di Assisi ad incontrare tutti i ragazzi classe per classe, accompagnati sempre da un giovane ragazzo o ragazza dell’Associazione Ra.Mi. (www.ragazzimissionari.it), per proporre loro di partecipare al progetto “Giovani per il Javarì”.

Perché classe per classe e non di fronte per esempio ad un’assemblea di istituto? Incontrare tutti gli studenti in piccoli gruppi è stato sicuramente faticoso, ma rispondeva a uno degli obiettivi del progetto, quello di instaurare un dialogo profondo e personale con i ragazzi, per presentare loro una realtà lontana in un modo che potesse apparire più vicina ai loro occhi e alle loro sensibilità. Così in ottobre sono iniziate le testimonianze durante l’ora di religione, che a partire da un breve video che presentava la realtà dell’Amazzonia e degli indigeni che popolano la valle del Javarì si concludeva con il lancio della campagna vera e propria a loro sostegno. I ragazzi hanno risposto con entusiasmo facendo domande e interessandosi alla problematica. La proposta successiva è stata quella di partecipare a laboratori pomeridiani, tutti gestiti da istruttori volontari, che hanno donato gratuitamente il loro tempo e le loro abilità per insegnare ai ragazzi a realizzare piccoli manufatti, i quali sono stati poi venduti per tutta la diocesi in varie occasioni: mercatini di natale ad Assisi, mercatini parrocchiali, tombole e tutto ciò che la fantasia suggeriva.

Realizzare qualcosa come 13 gruppi di laboratori (molti dei quali con sessioni da 40-50 giovani alla volta!), divisi per giornate e per scuole, ha richiesto molta fiducia nella Provvidenza e molto impegno da parte di tutti: anche questa volta, la scelta più faticosa. Sarebbe stato più semplice forse chiedere un’offerta ai ragazzi, ma non era questo l’obiettivo del progetto “giovani per il Javarì”. Questa campagna è nata perché fossero proprio i giovani a dare una mano ad altri giovani lontani e bisognosi, e non soltanto un aiuto economico; ciò che più è importante è dare a queste popolazioni un segno della presenza attiva e cooperante, è poter dare la sensazione che ci siano alcune persone in questa parte del mondo che hanno a cuore il loro destino. Per questo motivo era più importante che i ragazzi dessero il loro tempo e le proprie capacità piuttosto che mettersi semplicemente la mano in tasca e, magari, dimenticarsi del Javarì un secondo dopo. L’impegno costante, il trovarsi insieme a lavorare e realizzare prodotti belli (che hanno anche aumentato l’autostima dei ragazzi, i quali spesso si sentono dire che “non sanno fare niente”…), il venderli con orgoglio ha scatenato un processo positivo che ha portato moltissimi giovani a credere che, insieme, si possa fare qualcosa di davvero importante, anche se piccolo, per cambiare il mondo a iniziare dal nostro modo di pensare. Certamente chi ha inizialmente proposto il progetto non pensava di imbarcarsi in un’avventura così impegnativa e grande: questa partecipazione di massa dei giovani è sicuramente il miracolo più grande che ha scaturito questo progetto.

Ora i ragazzi, dopo aver ascoltato la testimonianza a scuola, aver partecipato ai laboratori e aver venduto i loro manufatti, si apprestano a consegnare il ricavato del loro operato al Vescovo, il quale partirà con una delegazione della Diocesi proprio per il Javarì il prossimo 10 febbraio. Non dimentichiamo che il progetto Javarì è sostenuto dalla Diocesi dal 2010… E adesso anche i giovani hanno potuto fare la loro parte.

 

 

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